INFEZIONI BATTERICHE VAGINALI
Agenti batterici patogeni diagnosticabili con tampone vaginale.
GARDNELLA VAGINALE: Non è chiaro quanto la trasmissione sessuale sia determinante nella genesi di un'infezione, ma sicuramente è un parametro da controllare, in quanto nelle bambine è assai rara la presenza di G. vaginalis. E' un potenziale patogeno che può causare gravi danni alla mucosa vaginale nel caso in cui venga stravolto il normale ambiente di acidità (fattore di sicurezza e di controllo verso potenziali patogeni) sostenuto dai lattobacilli, fisiologicamente presenti come flora normale.Il farmaco d'elezione è il metronidazolo[3]. Il fine ultimo della terapia è quello di aggredire G. vaginalis e di ristabilire il giusto equilibrio (eubiosi) del microbiota umano normale.
TRICHOMONAS VAGINALIS: È diffuso in tutto il mondo e viene trasmesso principalmente per via sessuale, molto raramente attraverso oggetti contaminati. I neonati possono esserne infettati qualora il canale del parto ne sia infetto. Si tratta di un parassita enormemente diffuso. È molto più comune nelle donne che negli uomini che tendono ad essere portatori asintomatici. I sintomi più comuni sono prurito, bruciore e minzione dolorosa. Il farmaco d'elezione per la trichomoniasi è il metronidazolo. Per le infezioni resistenti al metronidazolo si usa il tinidazolo.
CHLAMYDIA TRACHOMATIS: trasmesso sia attraverso rapporti sessuali vaginali, anali o orali che per via materno-fetale. Negli adulti, la clamidia comporta generalmente manifestazioni sintomatiche piuttosto leggere, limitate perlopiù a qualche perdita vaginale anomala o ad una sensazione di fastidio e prurito ai genitali. Il trattamento delle infezioni sostenute da C. trachomatis avviene attraverso l'impiego di antibiotici come: tetracicline, macrolidi e fluorochinoloni. I macrolidi (es. eritromicina) sono impiegati nel trattamento delle infezioni delle donne in gravidanza.
UREAPLASMA UREALYTICUM: Il batterio può essere contratto per via aerea, oltre ad un' eventuale infezione intestinale, che per vicinanza anatomica può intaccare ed espandersi alle vie urinarie. Nell'uomo può provocare uretrite (dal 15 al 20% delle uretriti non gonococcica), e in alcuni casi l'infezione può propagarsi ad organi collegati all'uretra, come la prostata ed i testicoli, causando rispettivamente prostatiti ed epididimiti; Similmente nella donna può essere causa dello sviluppo di vaginosi batterica, malattia infiammatoria pelvica e sindrome uretrale. La terapia delle infezioni da U. urealyticum si basa generalmente sulla somministrazione di antibatterici; generalmente vengono impiegate le tetracicline (es. doxiciclina) e, solo in caso di resistenza da parte del batterio, anche altri farmaci come l'azitromicina.
SIRIO POLIAMBULATORIO RIABILITAZIONE
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